Il Sahara non è vuoto
L’Erg Chegaga è una delle zone più ricche di biodiversità del Sahara marocchino: gazzelle dorcas, volpi fennec, sciacalli, ricci del deserto, gatti delle sabbie e decine di specie di uccelli vivono nel raggio di 30 chilometri dal campo.
Chi arriva per la prima volta pensa spesso che il Sahara sia privo di vita. Quattro ore dopo l’arrivo, gli ospiti di Umnya Desert Camp di solito cambiano idea.
Al crepuscolo una gazzella dorcas compare a 300 metri sull’orizzonte. Una volpe fennec lascia durante la notte le sue impronte a forma di tridente su una duna. Una sagoma grigio pallido, un riccio del deserto, frusciando passa accanto alla tenda ristorante dopo cena. In alto una coppia di bianconi vola sulle correnti ascensionali del mattino.
La zona dell’Erg Chegaga è, contrariamente alle apparenze, una delle più ricche di biodiversità del Sahara marocchino. Questa guida è per il viaggiatore che vuole vedere quello che c’è davvero.
Perché Chegaga è diversa dalla maggior parte delle regioni desertiche
L’Erg Chegaga gode di una combinazione rara: l’ecosistema di dune sabbiose profonde dell’erg, affiancato a nord dalla fascia di oasi permanente della valle del Drâa, a ovest dal bacino stagionale del lago salato dell’Iriki e a sud dalla hamada rocciosa e isolata. Nel raggio di 30 chilometri dal nostro campo si incontrano quattro habitat distinti.
Ne derivano:
- Specialisti delle dune (fennec, gatto delle sabbie, gerboa), che prosperano nella sabbia stessa
- Specie delle oasi (tortore, vari silvidi, mangusta egiziana), che vivono nei palmeti vicini
- Uccelli migratori, che fanno tappa al bacino dell’Iriki in autunno e in primavera
- Specie adattate alla hamada (aquila reale, ubara), che pattugliano i margini rocciosi
Questa concentrazione di habitat è il motivo per cui l’Erg Chegaga compare nella letteratura ornitologica molto più spesso dell’Erg Chebbi (Merzouga), pur essendo meno famosa come meta turistica. Per il bacino salato a ovest, leggete la guida al lago Iriki.
I mammiferi che si possono vedere
Gazzella dorcas (Gazella dorcas)
La più piccola gazzella nordafricana, alta circa 55 cm al garrese. Mantello sabbia chiaro, segni scuri sul muso, corna delicate in entrambi i sessi. Dove vederle: la hamada aperta a est e a sud delle dune, soprattutto all’alba e al tramonto. Nell’area vive una popolazione di circa 40 individui nel raggio di 10 km.
Consiglio per l’osservazione: le gazzelle sono schivissime e si fidano della vista. Avvicinatevi controvento, abbassatevi, muovetevi a scatti lenti e irregolari. Il binocolo è essenziale, e il 10x42 è ideale.
Volpe fennec (Vulpes zerda)
Il canide più piccolo del mondo e il residente più carismatico del Sahara. Mantello sabbia, orecchie sproporzionate per la termoregolazione, peso circa quello di un gatto domestico. Rigorosamente notturna, quindi gli avvistamenti sono rari ma non impossibili.
Dove vederle: alla base delle dune di notte, vicino alle fonti d’acqua (la riserva d’acqua del nostro campo le attira ogni tanto). Il nostro personale berbero conosce le tane di 3 o 4 famiglie entro 5 chilometri. Garantire gli avvistamenti non è etico, quindi non usiamo esche e non disturbiamo le tane. Ma per gli ospiti pazienti, nelle notti senza luna, gli avvistamenti sono possibili.
Quello che si vede più probabilmente sono le impronte. Le tracce del fennec sono tridenti, tre dita in avanti e tallone minimo, a distanza di circa 10-12 cm.
Riccio del deserto (Paraechinus aethiopicus)
Più piccolo e più chiaro del riccio europeo. Si nota spesso di notte lungo il perimetro del campo, dove caccia gli insetti attirati dalla nostra illuminazione minima.
Sciacallo dorato (Canis aureus)
Sempre più presente nella valle del Drâa e visto di tanto in tanto nella zona di Chegaga al crepuscolo. In genere in coppia o in piccoli gruppi familiari.
Mangusta egiziana (Herpestes ichneumon)
Non la si associa spesso al Sahara, ma è residente nella fascia di oasi lungo il Drâa. Snella, fulva, con la coda lunga; caccia lucertole e piccoli serpenti.
Gatto delle sabbie (Felis margarita)
Straordinariamente raro e quasi mai visto. Dall’apertura nel 2019 abbiamo avuto un solo avvistamento confermato: un ricercatore della società marocchina per la protezione della natura ha campeggiato con noi nel 2023 e ha identificato una coppia con una fototrappola nell’Iriki. Se ne vedrete uno, entrerete in un club molto ristretto.
Gerboa (varie specie)
Piccoli roditori bipedi con zampe posteriori e coda sproporzionatamente lunghe. Notturni, abbondanti e inconfondibili. Sono il piccolo mammifero più visibile a Chegaga. Le tracce compaiono come segni di atterraggio a coppie, distanziati di 30-60 cm.
Pipistrelli
Nelle sere calde diverse specie di microchirotteri pattugliano sopra le luci del campo: l’orecchione del deserto (Otonycteris hemprichii), il pipistrello di Kuhl (Pipistrellus kuhlii) e altri. Le sere quiete e senza vento sono le migliori per osservarli.
Gli uccelli dell’Erg Chegaga
La migrazione di primavera (da marzo ad aprile) e quella d’autunno (da settembre a ottobre) sono particolarmente ricche.
Specialisti residenti del deserto
- Corrione biondo (Cursorius cursor): carismatico uccello terricolo; avvistamenti frequenti nella hamada aperta
- Culbianco del deserto (Oenanthe deserti): abbondante intorno al campo
- Allodola upupa (Alaemon alaudipes): caratteristico uccello allungato della sabbia
- Allodola di Temminck (Eremophila bilopha): piccola, ben mimetizzata
- Grandule (Pterocles orientalis): vola alle fonti d’acqua all’alba e al tramonto
- Grandule del Senegal (Pterocles senegallus): meno comune, comportamento simile
- Ubara (Chlamydotis undulata): grande, riservata, rigorosamente protetta; rara ma presente
Rapaci
- Biancone (Circaetus gallicus): caccia rettili sulle dune
- Lanario (Falco biarmicus): veloce, vola radente alle dune
- Poiana codabianca (Buteo rufinus): veleggia sopra la hamada
- Aquila reale (Aquila chrysaetos): occasionale, preferisce i margini rocciosi
- Gufo del deserto (Bubo ascalaphus): all’alba e al crepuscolo; a volte si sente il suo richiamo vicino al campo
Migratori e limicoli (stagionali)
Quando il bacino dell’Iriki raccoglie acqua piovana (di solito da gennaio a marzo), fenicotteri, cavalieri d’Italia, aironi guardabuoi e vari limicoli lo usano come tappa.
Dove fare birdwatching da Umnya
- All’alba: il margine del palmeto a nord del campo, per silvidi, pispole, fringillidi
- A metà mattina: la hamada a est del campo, per culbianchi, allodole, corrioni
- Nel tardo pomeriggio: i bordi delle dune e le fonti d’acqua, per i voli dei grandule
- Sera e crepuscolo: i rapaci che tornano ai dormitori
Possiamo organizzare una sessione di birdwatching dedicata con una guida locale; un preavviso di 3 giorni è gradito.
I rettili
Il Marocco ha più di 100 specie di rettili, molte presenti nella zona dell’Erg Chegaga:
- Varano del deserto (Varanus griseus): la lucertola più grande che vedrete, fino a 1 metro, rigorosamente diurna, non comune ma impressionante
- Uromastice (Uromastyx): erbivoro, simile a un drago, vive in tane nella hamada
- Geco delle sabbie (Stenodactylus): notturno, minuscolo, esce sulla superficie della sabbia di notte
- Vipera cornuta (Cerastes cerastes): velenosa ma riservata; scuotete le scarpe prima di infilarle e non camminate a piedi nudi di notte
- Cobra egiziano (Naja haje): molto raro nella zona di Chegaga; in genere non si incontra
Gli artropodi da notare
La vera biomassa del Sahara è fatta di invertebrati. Per l’osservatore curioso:
- Scorpione giallo (Leiurus quinquestriatus): giallo, grande come un palmo, con un veleno clinicamente rilevante; attivo di notte, mostra fluorescenza ai raggi UV. Forniamo torce UV per l’osservazione notturna (a distanza di sicurezza).
- Scorpione dalla coda piatta (Androctonus): più grande, nero, anch’esso velenoso; ispezionate le scarpe al mattino
- Coleotteri delle sabbie e tenebrionidi (Tenebrionidae): diverse specie con straordinari adattamenti al calore e alla disidratazione
- Ragni cammello (solifughi): innocui ma veloci e dall’aspetto temibile; comuni intorno agli spazi aperti del campo dopo il tramonto
- Pulci di sabbia: qui non ce ne sono, per fortuna
Come ci comportiamo con la fauna a Umnya
Non garantiamo gli avvistamenti. Non usiamo esche, non diamo da mangiare, non disturbiamo gli animali. L’esperienza che offriamo è quella di un’osservazione rispettosa: le nostre guide berbere conoscono a fondo i ritmi della zona, sanno leggere tracce e segni e adattano le vostre camminate per massimizzare le probabilità di incontro senza mai compromettere gli animali.
Che cosa facciamo:
- Offriamo camminate guidate prima dell’alba e dopo il tramonto per gli ospiti più attenti
- Forniamo binocoli, torce UV (per osservare gli scorpioni) e quaderni di campo
- Mettiamo in contatto gli ospiti specialisti con i biologi locali, su richiesta
- Contribuiamo ai censimenti regionali della fauna condividendo i nostri registri di osservazione con la società marocchina per la protezione della natura
Che cosa non facciamo:
- Non usiamo esche per volpi fennec o altre specie schive
- Non offriamo escursioni «garantite» che rischiano di disturbare gli animali
- Non permettiamo il flash per fotografare i mammiferi notturni
- Non permettiamo di maneggiare rettili o artropodi
Quando venire per la fauna
- Da ottobre a novembre: picco della migrazione autunnale, temperature adatte all’attività dei rettili, meno folla
- Da dicembre a febbraio: l’attività degli uccelli cala, ma i mammiferi sono più visibili (gazzelle in mantello invernale, fennec affamati che si avvicinano di più)
- Da marzo ad aprile: picco della migrazione primaverile, fioriture che attirano insetti e uccelli, ideale per un quadro completo
Per scegliere il mese, leggete anche la guida su quando andare nell’Erg Chegaga.
Una nota di sensibilità
La biodiversità del Sahara marocchino è in calo da decenni per frammentazione degli habitat, bracconaggio e pressione climatica. Le popolazioni di gazzella dorcas sono diminuite del 50% in trent’anni. L’ubara è in condizione critica. Le volpi fennec dipendono sempre più dal disturbo umano minimo.
Scegliendo un campo a basso impatto (otto tende, pochi ospiti, impronta minima) e rispettando i protocolli di osservazione, la vostra visita sostiene sia la regione sia la fauna stessa.
Per i viaggiatori amanti della natura: