C’è un momento, ogni notte a Umnya Desert Camp, di cui gli ospiti parlano per anni. Escono dalla tenda dopo cena, alzano lo sguardo per abitudine e si fermano. Il cielo sopra l’Erg Chegaga non è il cielo che conoscono. È più vicino, più fitto, più vivo. La Via Lattea non è un’idea vaga: è una presenza, un fiume di luce così intenso da proiettare ombre appena percettibili sulla sabbia.
Questo è uno dei luoghi più bui del Marocco. Soprattutto, è una delle migliori destinazioni al mondo per osservare le stelle, nella stessa classe Bortle 1 del deserto di Atacama, della riserva Aoraki/Mount Cook in Nuova Zelanda e del NamibRand in Namibia. La differenza è che l’Erg Chegaga si raggiunge dall’Europa con un volo breve, non con una traversata oceanica.
Perché l’Erg Chegaga è tra i cieli notturni migliori del pianeta
La scala internazionale Bortle classifica i cieli notturni da 1, il buio più profondo possibile, a 9, il centro di una grande città. Solo una manciata di luoghi raggiungibili sulla Terra arriva alla classe 1. L’Erg Chegaga, sessanta chilometri oltre M’Hamid El Ghizlane, è uno di questi.
Che cosa significa davvero Bortle 1:
- La Via Lattea proietta ombre visibili sulle superfici chiare come la sabbia
- La galassia di Andromeda (M31), a 2,5 milioni di anni luce, si distingue a occhio nudo come un ovale netto
- La luce zodiacale è così marcata da essere scambiata per l’alba
- L’airglow, la debole luminescenza naturale dell’alta atmosfera, è osservabile direttamente
- Il Gegenschein, l’ovale tenue di luce solare riflessa dalla polvere interplanetaria, appare nel punto opposto al sole
Per confronto, quasi tutte le località europee e nordamericane si collocano tra Bortle 5 e Bortle 8. Dalla maggior parte delle grandi città la Via Lattea è semplicemente invisibile. All’Erg Chegaga domina il cielo intero.
Come si colloca rispetto alle altre grandi destinazioni del cielo buio
| Luogo | Bortle | Accessibilità dall’Europa |
|---|---|---|
| Deserto di Atacama (Cile) | 1 | Volo intercontinentale e trasferimento |
| NamibRand (Namibia) | 1 | Volo intercontinentale e trasferimento |
| Aoraki (Nuova Zelanda) | da 1 a 2 | Volo intercontinentale e trasferimento |
| Death Valley (Stati Uniti) | 2 | Volo intercontinentale e trasferimento |
| La Palma (Spagna) | 2 | Volo breve e trasferimento |
| Erg Chegaga (Marocco) | 1 | Volo breve e trasferimento |
Detto altrimenti: se vivete in Europa, l’Erg Chegaga è il Bortle 1 più vicino a casa vostra.
Perché conta il luogo, e non soltanto il buio
Il buio è necessario ma non basta. L’Erg Chegaga mette insieme alcuni fattori rari:
- Buio assoluto, classe Bortle 1, nessun alone urbano nel raggio utile
- Umidità bassa, che regala una trasparenza atmosferica eccellente
- Aria stabile, con turbolenza termica minima sopra la piana del deserto
- Quota modesta, nessun affanno e nessun mal di montagna durante le sessioni lunghe, al contrario degli osservatori andini
- Orizzonte libero in ogni direzione, nessun albero, nessuna montagna, nulla tra voi e i trecentosessanta gradi di cielo
- Notti serene con grande regolarità per gran parte della stagione
- Latitudine favorevole, che apre quasi tutto il cielo boreale e il margine meridionale dello zodiaco, con lo Scorpione e il Sagittario al loro transito più alto
Che cosa si vede, e che a casa vostra non si vede
Con questo livello di buio si osservano oggetti che nei cieli cittadini semplicemente non esistono.
A occhio nudo
- Galassia di Andromeda (M31), una macchia ovale, l’oggetto più lontano visibile senza strumenti
- Nebulosa di Orione (M42), un bagliore sfumato sotto la cintura di Orione
- Il centro della Via Lattea in primavera, oppure la Via Lattea invernale con Orione, il Toro e i Gemelli
- Galassia del Triangolo (M33), appena percettibile sotto un cielo Bortle 1, quasi impossibile altrove
- Pleiadi (M45), che si risolvono in sette o nove stelle distinte, non nelle sei che promettono quasi tutte le guide
- Ammasso del Presepe (M44), visibile come una chiazza morbida
Con una macchina fotografica, anche un telefono
Gli smartphone recenti con la modalità notte riescono a catturare la Via Lattea dall’Erg Chegaga. Il risultato non sarà professionale, ma sarà inconfondibilmente la Via Lattea.
Con un binocolo 10x50 o simile
Un buon binocolo trasforma il cielo di Chegaga. Le stelle nella fascia della Via Lattea diventano impossibili da contare. Si vedono vivai stellari, nebulose planetarie e galassie fino a un attimo prima invisibili.
Con un telescopio
Al campo teniamo a disposizione degli ospiti un riflettore Dobson portatile da 8 pollici. In una notte Bortle 1, attraverso l’oculare:
- Gli anelli di Saturno, con la divisione di Cassini nettamente separata
- Le bande nuvolose di Giove, nei toni del sabbia e del bianco, con le loro tempeste quando il seeing è buono
- La Nebulosa di Orione, con i filamenti verdi di gas e l’ammasso del Trapezio nel cuore
- Ammassi globulari come M13, che si risolvono in migliaia di stelle singole
- Nebulosa Anello (M57), un anello di fumo perfetto
- Nebulosa Velo, i resti merlettati di una supernova che occupano più campi visivi
I mesi migliori per guardare il cielo
Il campo è aperto da settembre a giugno. Il cielo cambia mese dopo mese, e ogni finestra ha il suo vantaggio.
Settembre e ottobre: il centro galattico che saluta
Il cuore luminoso della Via Lattea tramonta a sudovest. Il Sagittario e lo Scorpione fanno le loro ultime apparizioni della stagione. Le serate restano miti e lunghe, comode per fotografare fino a tardi.
Novembre e dicembre: le notti lunghe e le Geminidi
Dicembre porta le notti più lunghe dell’anno. Giove e Saturno sono spesso protagonisti. Lo sciame delle Geminidi raggiunge il picco il 13 e il 14 dicembre ed è puntualmente spettacolare sopra il Sahara: al culmine si contano tra le ottanta e le centoventi meteore all’ora.
Gennaio e febbraio: Orione allo zenit
Il cielo invernale vi mette Orione, il Toro e le Pleiadi esattamente sopra la testa. L’aria è fredda e di una trasparenza straordinaria. La Nebulosa di Orione si vede a occhio nudo ed è impressionante al binocolo. Le notti sono lunghe e il freddo tiene l’atmosfera stabile, riducendo il tremolio che rovina le immagini.
Marzo e aprile: la finestra di passaggio
Le costellazioni invernali tramontano a ovest mentre il Leone e la Vergine salgono a est. È il momento perfetto per fotografare Orione che scende sopra le dune e cogliere, poco prima dell’alba, i primi accenni del centro galattico che risale.
Maggio e giugno: la stagione piena della Via Lattea
È il periodo migliore per fotografare il nucleo galattico, che dopo mezzanotte sale alto nel cielo meridionale. Le notti lunghe e tiepide rendono comode le sessioni fino all’alba.
Impostazioni per l’astrofotografia nel deserto
L’ambiente del deserto è indulgente con le attrezzature, ma esigente su ciò che rivela. Con un cielo così drammatico, un allestimento mediocre non ha dove nascondersi.
Attrezzatura essenziale
- Obiettivo grandangolare, da 14 a 24 mm, f/2.8 o più luminoso
- Sensore full frame, preferibile
- Treppiede solido: la sabbia è morbida, servono piedi larghi o una piastra d’appoggio per evitare che affondi
- Scatto remoto
- Batterie di scorta: il freddo notturno le scarica più in fretta, portatene due o tre
Impostazioni di partenza per la Via Lattea
- ISO: da 3200 a 6400
- Diaframma: tutto aperto, f/1.8 o f/2.8
- Tempo di posa: usate la regola del 500, cioè 500 diviso la lunghezza focale. Con un 20 mm, 500 diviso 20 fa 25 secondi, il massimo prima che le stelle comincino a strisciare
- Messa a fuoco: manuale, su infinito, confermata in live view ingrandendo una stella luminosa
- Bilanciamento del bianco: tra 3800K e 4200K, per un tono naturale e appena caldo che valorizza le dune in primo piano
Fotografare con un primo piano
Le tende di Umnya sono soggetti straordinari in primo piano, soprattutto illuminate da una candela all’interno. Una posa lunga a f/2.8 cattura il chiarore caldo della tenda contro il blu freddo della Via Lattea. Chiedeteci di lasciare una candela accesa nella vostra tenda dopo cena: il risultato è una delle immagini che gli ospiti portano a casa più spesso.
Consigli pratici per una notte sotto le stelle del Sahara
- Controllate il calendario lunare prima di scegliere le date. La luna è l’unica vera sorgente di inquinamento luminoso nel Sahara. Una luna piena cancella gli oggetti più deboli. La settimana intorno al novilunio è il picco assoluto, e possiamo aiutarvi a puntare quelle date.
- Vestitevi come per l’inverno. In dicembre e gennaio la temperatura di notte scende tra i 2 e gli 8 gradi, mentre di giorno resta tra i 18 e i 24. Strati sovrapposti, berretto e guanti sono indispensabili per una sessione lunga.
- Lasciate che l’occhio si adatti. Servono da venti a trenta minuti per raggiungere l’adattamento completo al buio. Evitate gli schermi in quel lasso di tempo, o passate alla luce rossa.
- Allontanatevi dal campo. Anche la nostra illuminazione bassa incide sui dintorni immediati. Dieci minuti di cammino verso le dune vi mettono nel buio vero.
- Il telefono non vi cercherà. Al campo non c’è wifi. L’unica connessione è il 4G in cima alla grande duna, una ventina di minuti tra andata e ritorno, e la squadra dispone di un collegamento satellitare per le urgenze. Di notte questo si traduce in una cosa sola: nessuno schermo acceso tra voi e il cielo.
Il programma dedicato all’astrofotografia
Per i fotografi e gli appassionati di astronomia proponiamo un’esperienza dedicata, l’osservazione delle stelle nel Sahara, con sessioni guidate, strumenti condivisi e soggiorni costruiti intorno alle finestre di novilunio. Se volete capire come cambia il cielo lungo la stagione, la pagina quando andare nel Sahara mette a confronto i mesi.
Il cielo sopra Umnya è una delle poche esperienze naturali rimaste capaci di sorprendere davvero chi crede di avere già visto tutto. Se state costruendo un soggiorno intorno a un evento preciso, uno sciame meteorico, una congiunzione planetaria o una finestra senza luna in un mese particolare, scriveteci. Rispondiamo per iscritto entro 24 ore e vi aiutiamo a pianificare seguendo il cielo, non soltanto il calendario.