L’itinerario in breve
Dieci giorni sono la durata giusta per il Marocco: Marrakech, l’Alto Atlante, la valle del Drâa e due notti nel Sahara all’Erg Chegaga, senza correre. Abbastanza lunghi da attraversare gli strati distinti del paese, la città imperiale, il villaggio di montagna, il campo nel deserto, senza fretta in nessuno di essi. Abbastanza brevi perché il viaggio resti coerente e non si sbricioli in logistica.
L’itinerario è costruito sul circuito del sud: da Marrakech al Sahara attraverso l’Alto Atlante e la valle del Drâa, con il tempo di starci davvero in ogni posto, non solo di passarci.
Prevede due notti nel Sahara, non una. Quella scelta cambia tutto dell’esperienza del deserto. Se preferite una versione più breve, c’è anche l’itinerario di 7 giorni.
Il percorso in sintesi
| Giorno | Luogo | Da non perdere |
|---|---|---|
| 1-2 | Marrakech | Medina, piazza Jemaa el-Fna, giardino Majorelle |
| 3 | Aït Benhaddou + Ouarzazate | Kasbah, studi cinematografici, ingresso nel Drâa |
| 4 | Valle del Drâa | Agdz, Zagora, palmeti, kasbah del Drâa |
| 5-6 | Erg Chegaga, M’Hamid | 2 notti nel Sahara profondo a Umnya |
| 7 | Ritorno a Zagora | Ritmo più lento, mercato locale |
| 8 | Gola del Todra o valle del Dadès | Paesaggio di canyon spettacolare |
| 9 | Aït Benhaddou (di nuovo) o Ouarzazate | Ultima notte prima di Marrakech |
| 10 | Marrakech | Partenza o ultima sera nella medina |
Giorni 1-2: Marrakech
Atterrate a Marrakech e lasciate che la città vi assorba per due giorni. Non cercate di fare tutto: la medina ha un ritmo che premia il vagabondare più che il programmare.
Giorno 1: arrivo, sistemazione nel riad, passeggiata nella medina nel tardo pomeriggio. I suk sono al meglio nella luce obliqua delle ultime ore del giorno. Cenate vicino alla piazza Jemaa el-Fna, non sulla piazza stessa (prezzi e cibo da turisti), ma nelle vie che ne partono.
Giorno 2: giardino Majorelle al mattino (prenotate in anticipo, i biglietti finiscono). Il Museo Yves Saint Laurent accanto. Pranzo a Gueliz (il quartiere moderno). Pomeriggio: hammam o terrazza sul tetto. Sera: la piazza si anima dopo il buio, con incantatori di serpenti, musicisti, bancarelle di cibo, tutto il teatro della vita pubblica marocchina.
Dove dormire: un riad tradizionale dentro la medina. Svegliarsi in un cortile non ha niente a che fare con una camera d’albergo.
Nota pratica: prenotate in anticipo riad e attività. Marrakech in alta stagione (da marzo a maggio, da ottobre a dicembre) si riempie in fretta.
Giorno 3: Aït Benhaddou e Ouarzazate
Il viaggio da Marrakech al Sahara dura circa 8 ore e 45 senza soste. Non fatelo in un giorno. Spezzatelo ad Aït Benhaddou, uno dei complessi di ksar (villaggi fortificati) in terra più straordinari al mondo, patrimonio dell’umanità UNESCO e location di Il Trono di Spade, Il gladiatore e di decine di altre produzioni.
Partite da Marrakech di buon’ora. Attraversate il passo del Tizi n’Tichka (2.260 m), la strada asfaltata più alta del Marocco, con soste per il panorama. Arrivate ad Aït Benhaddou nel primo pomeriggio. Salite nel ksar, attraversate a piedi (o in groppa a un asino) il letto asciutto del fiume, esplorate il granaio in cima. Per la storia dei set, leggete dove è stato girato The Odyssey in Marocco.
Proseguite per Ouarzazate (30 minuti), spesso chiamata «la porta del deserto». Fermatevi una notte. Se vi interessa la storia del cinema, gli Atlas Film Studios si visitano.
Tempi di guida: da Marrakech a Ouarzazate circa 4 ore. Da Ouarzazate ad Aït Benhaddou 30 minuti ciascuno per andata e ritorno.
Giorno 4: la valle del Drâa
La valle del Drâa è uno dei grandi paesaggi sottovalutati del Marocco. La strada da Ouarzazate a Zagora segue il fiume Drâa verso sud, tra 150 km di palmeto, kasbah che si sgretolano, villaggi di oasi e montagne nude color rosa.
Fermatevi ad Agdz (un tranquillo centro di mercato con una bella piazza centrale), poi seguite il fiume verso sud. Le kasbah qui non sono restaurate per i turisti: sono vissute, si sbriciolano con eleganza, funzionano ancora come case di famiglia. Fermatevi e guardatele dal basso, dalla strada.
Arrivate a Zagora a metà pomeriggio. È l’ultima città di una certa dimensione prima di M’Hamid. Prelevate qui, se non l’avete ancora fatto, perché a sud di Zagora i bancomat diventano poco affidabili.
Se avete tempo: il Drâa è celebre anche per i datteri (l’assaggio è di solito gratuito alle bancarelle lungo la strada) e per i piccoli villaggi berberi in cui le case d’ospiti servono pasti casalinghi. La guida completa è in la valle del Drâa.
Giorni 5-6: Erg Chegaga, due notti nel Sahara profondo
Questo è il cuore dell’itinerario.
M’Hamid El Ghizlane è una piccola città sahariana a 100 km a sud di Zagora, l’ultima prima del deserto aperto. Da qui l’Erg Chegaga si trova altri 60 km più avanti, su pista non asfaltata, raggiungibile solo in 4x4.
Perché l’Erg Chegaga e non l’Erg Chebbi (Merzouga)?
L’Erg Chebbi è più vicino a Marrakech e vede un traffico turistico molto più alto. L’Erg Chegaga si estende per circa 40 chilometri per 15, ben oltre l’ultima strada asfaltata, e riceve una frazione dei visitatori. Il silenzio è assoluto. Il cielo è di classe Bortle 1. Per un confronto più ampio, leggete M’Hamid o Merzouga: quale Sahara scegliere.
Se avete dieci giorni in Marocco, usatene uno per andare più lontano. L’Erg Chegaga ne vale la pena.
Giorno 5: da Zagora a M’Hamid (1 ora e 30). Il trasferimento in 4x4 del campo vi prende a M’Hamid e percorre i 60 km di pista fino all’Erg Chegaga (circa 1 ora e 30, secondo le condizioni della pista). Arrivo prima del tramonto. Salita in dromedario sulle dune per l’ora d’oro. Cena nel deserto aperto, a lume di candela.
Giorno 6: alba sulle dune. Colazione portata alla vostra tenda. La mattina nel deserto: camminare, leggere, restare in silenzio. Dopo cena, osservazione delle stelle con i telescopi. Dormire sotto un cielo che non avete mai visto.
Due notti non sono troppe: sono il minimo per sentire davvero che cos’è il deserto. Una notte vi dà l’arrivo e un’alba; la seconda vi dà il deserto stesso.
A Umnya Desert Camp l’esperienza completa, la sistemazione in tende suite berbere private, tutti i pasti (compresa la cena a lume di candela e la colazione alla vostra tenda), la passeggiata in dromedario, il trasferimento in 4x4 da M’Hamid e l’osservazione guidata delle stelle, è inclusa. Scoprite di più
Giorno 7: ritorno a Zagora (a ritmo tranquillo)
Rientro dall’Erg Chegaga a M’Hamid, poi a nord fino a Zagora. Il ritorno è diverso: avete avuto il tempo, adesso conoscete questa strada. Fermatevi al piccolo mercato di M’Hamid, se è giorno di mercato (lunedì o giovedì).
Zagora è un posto piacevole in cui passare una notte a un ritmo più lento di quello che il circuito concede altrove. Mangiate bene, dormite presto.
Giorno 8: gola del Todra o valle del Dadès
Due opzioni per il ritorno verso est:
Opzione A: gola del Todra. Un canyon stretto nell’Alto Atlante, con pareti alte 300 m e il fiume che scorre freddo in mezzo. Luce spettacolare a tarda mattina. Una passeggiata di 2 ore nella gola è facile; sono possibili anche trekking di più giorni nelle montagne oltre.
Opzione B: valle del Dadès (Valle delle Rose). Più ampia, più verde, con kasbah antiche a intervalli regolari e la famosa gola del Dadès che si inerpica tra le montagne. La strada verso nord nella gola è in certi punti drammaticamente stretta.
Sono belle entrambe. Il Todra è più spettacolare; il Dadès è più vario. Scegliete secondo che preferiate lo spettacolo geologico o l’immersione nel paesaggio.
Dove dormire: in entrambe le zone ci sono buone case d’ospiti e piccoli alberghi. Fuori dall’alta stagione non sono molto frequentate.
Giorno 9: Aït Benhaddou (di nuovo) o Ouarzazate
Tornate a Ouarzazate e sul versante occidentale dell’Atlante. Se ad Aït Benhaddou siete passati di corsa il giorno 3, la visita di ritorno vale la pena in un’altra ora del giorno: il ksar nella luce della sera è completamente diverso da quello di mezzogiorno.
In alternativa, Ouarzazate stessa basta a riempire una sera: la vecchia kasbah di Taourirt (un tempo residenza di un pascià Glaoui), il tour degli studi cinematografici e alcuni dei migliori ristoranti di tajine del circuito.
Giorno 10: ritorno a Marrakech
Il passo del Tizi n’Tichka nella luce del mattino, in una giornata limpida, è un viaggio per il quale vale la pena essere svegli. Partite abbastanza presto per arrivare a Marrakech per un ultimo pomeriggio nella medina.
Se il volo è serale, avete il tempo per un pranzo nella medina, un’ultima passeggiata nei suk e un caffè su una terrazza a guardare la linea dei tetti della città. Se il volo è all’alba, fermatevi a dormire in città.
Note pratiche per questo itinerario
Trasporti
- Il modo più semplice di fare questo circuito è assumere un autista per tutti i 10 giorni. Si occupa dell’orientamento, conosce le soste e può adattare il percorso.
- In alternativa, noleggiare un’auto a Marrakech (4x4 consigliato per le strade del Drâa e di Zagora; indispensabile per l’Erg Chegaga, anche se il trasferimento in 4x4 del campo copre quell’ultimo tratto).
- Gli autobus CTM collegano le principali città (da Marrakech a Ouarzazate, da Ouarzazate a Zagora) ma sono lenti e poco frequenti per un itinerario di 10 giorni.
I mesi migliori
Da ottobre ad aprile è la finestra ideale per questo circuito. A gennaio e febbraio controllate sempre le condizioni del passo dell’Atlante prima di attraversarlo. Da marzo a maggio si ha la combinazione perfetta di clima, luce e fauna di stagione. Per un quadro completo, vedete quando andare nel Sahara.
Che cosa mettere in valigia
La valigia per il deserto è diversa da quella per la città. Leggete la nostra lista completa per il Sahara.
Il Sahara non è una gita di un giorno
Il rimpianto che sentiamo più spesso dai nostri ospiti è di aver prenotato una sola notte nel deserto. Quando siete arrivati fin qui, attraverso l’Atlante, lungo il Drâa, una notte basta appena a tirare il fiato.
Due notti vi danno un tramonto, un cielo notturno intero, un’alba e una mattina nel silenzio. Il deserto ha bisogno di tempo per diventare se stesso. Lasciateglielo.
Umnya Desert Camp si trova nell’Erg Chegaga, a 60 km da M’Hamid El Ghizlane. Forniamo trasferimenti in 4x4 da M’Hamid, tutti i pasti e tutte le attività. Chiedete la disponibilità
Se la durata del viaggio è ancora aperta, quante notti nel deserto spiega che cosa aggiunge ogni notte in più e che cosa contiene davvero una giornata al campo.