Il Sahara marocchino è una delle grandi destinazioni di trekking che quasi nessuno considera.
Non è l’Himalaya. Non c’è quota, non c’è difficoltà tecnica, non c’è il problema dell’ossigeno. Ma quello che offre, quaranta chilometri continui di campo di dune, sabbia morbida sotto i piedi, un orizzonte che non cambia per ore, il passo delle guide berbere e notti attorno al fuoco che sembrano più antiche del linguaggio, è una categoria di esperienza a sé.
Questa guida è pensata per chi cammina in autonomia, per le coppie che cercano avventura e per i piccoli gruppi che vogliono capire davvero che cosa comporta un trek di più giorni nell’Erg Chegaga, prima di prenotare.
Che cos’è, fisicamente, l’Erg Chegaga
L’Erg Chegaga è il secondo erg del Sahara marocchino, cioè il secondo mare di dune continue, dopo l’Erg Chebbi vicino a Merzouga. Si estende per circa quaranta chilometri da est a ovest e quindici da nord a sud. Le dune più alte sfiorano i trecento metri, all’incirca l’altezza della Torre Eiffel.
L’erg poggia su un letto di ghiaia, la hamada, ed è delimitato da:
- M’Hamid El Ghizlane e la valle del Drâa a nord, il nastro di palmeti
- il bacino dell’Iriki a ovest, un vasto lago salato asciutto che si allaga in certe stagioni
- la hamada rocciosa a sud, che prosegue verso il confine algerino
- altri campi di dune a est
Umnya Desert Camp si trova nel cuore dell’erg, a circa sessanta chilometri di pista dopo M’Hamid, in una conca naturale tra le linee di dune più alte. È una delle basi migliori di tutta la regione per un trek di più giorni.
A chi si rivolge
Camminare nel Sahara marocchino non somiglia a camminare in Europa, nelle Americhe o in Asia. È:
- fisicamente moderato, impegnativo per le caviglie a causa della sabbia morbida più che sul piano aerobico
- psicologicamente esigente, la monotonia dell’orizzonte richiede una certa solidità mentale
- culturalmente ricco, la vostra guida è berbera, e berbero è il ritmo della giornata
- sostenuto dalla logistica, il campo non lo portate voi, lo portano i cammelli o un 4x4
È adatto a:
- coppie che cercano insieme avventura e comfort, cammino di giorno e campo di lusso la sera
- piccoli gruppi che accettano un passo comune
- fotografi che vogliono tempo a terra, alla luce giusta
- chi scrive e chi cerca una solitudine organizzata
- gruppi aziendali in formato intensivo di coesione
- camminatori esperti in cerca di un paesaggio diverso da tutti gli altri
Non è adatto a:
- chi ha problemi seri a ginocchia o caviglie, la sabbia morbida è esigente
- chi cerca esperienza d’alta quota, qui non esiste
- chi ha meno di cinque giorni a disposizione
- chi si aspetta la conquista di una vetta
Gli itinerari possibili da Umnya
Ogni trek viene costruito attorno a chi lo cammina. Queste sono le strutture più richieste.
1. L’anello di 3 giorni, il più scelto
Giorno 1, campo verso le dune occidentali Partenza da Umnya alle 08:00, dopo colazione. La guida berbera vi porta verso ovest, attraverso i campi di dune, in direzione del bacino dell’Iriki. Dalle quattro alle sei ore di cammino, tra i dodici e i diciotto chilometri considerando la sabbia morbida. Pranzo all’ombra ai piedi di una duna, riposo nel pomeriggio. Notte in un bivacco mobile allestito dalla squadra di supporto, più piccolo e più essenziale di Umnya, ma comunque confortevole: materassi veri, biancheria, cena calda.
Giorno 2, dune occidentali verso il bacino dell’Iriki Cammino mattutino attraverso le dune alte dell’ovest fino al bordo del bacino. È la giornata visivamente più forte: si resta in piedi sul ciglio del campo di dune davanti a un lago asciutto incrostato di sale che arriva all’orizzonte. Si scende sul fondo del bacino, lo si attraversa per qualche chilometro e si monta il campo vicino a una duna bassa, sul margine orientale.
Giorno 3, dall’Iriki ritorno a Umnya Ultimo cammino del mattino verso Umnya, di solito per una via leggermente diversa per non rifare lo stesso percorso. Arrivo al campo nel tardo pomeriggio, doccia lunga, cena vera e notte nella vostra suite. Quasi tutti dormono dieci ore.
Distanza totale: una cinquantina di chilometri in tre giorni Difficoltà: moderata Supporto: una guida berbera, un assistente di campo e due cammelli per bagagli e acqua
2. La traversata di 5 giorni, per camminatori allenati
Attraversamento completo dell’Erg Chegaga da est a ovest, con due bivacchi mobili. Più impegnativo, più remoto, più gratificante. Distanza totale: una novantina di chilometri. Il periodo migliore va da ottobre a marzo.
3. Il grande circuito di 7 giorni
Unisce la traversata completa dell’erg a un anello verso nord, nel palmeto del Drâa, con una visita a Tamegroute. Per chi vuole il paesaggio intero e anche la parte culturale.
4. L’itinerario degli incontri nomadi
Cammini costruiti attorno alle famiglie seminomadi Ait Atta e Ait Aissa, che ancora portano al pascolo capre e dromedari nella regione. Giornate di cammino a partire da Umnya, da tre a cinque giorni in tutto, serate trascorse con famiglie diverse, sempre con invito concordato in anticipo.
Il ritmo di una giornata di trek
- 06:30, tè servito in tenda o al bivacco
- 07:00, colazione semplice: pane, miele, frittelle marocchine, olive, tè
- 07:30, si parte
- 11:00, sosta tè all’ombra
- 12:30, pranzo lungo, di solito due ore nell’ora più calda, con siesta
- 15:00, si riparte, con l’aria più fresca
- 17:30, arrivo al campo successivo, tè, tempo per riposare o esplorare a piedi
- 19:30, cena sotto le stelle
- 21:00, fuoco e musica berbera, per chi vuole, oppure letto presto
Tempo di cammino quotidiano: dalle sei alle otto ore divise in due sessioni, evitando il centro della giornata.
La difficoltà: che cosa sentirà il vostro corpo
Camminare sulla sabbia morbida chiama in causa muscoli stabilizzatori che quasi nessuno usa abitualmente. Aspettatevi:
- polpacci e femorali stanchi dal secondo giorno
- piedi indolenziti, dentro e fuori, le calzature giuste sono decisive
- piccoli sfregamenti dovuti alla sabbia, vale la pena prevenirli
- qualche affaticamento lombare, per via del terreno irregolare
- un sonno eccellente, ogni notte
Si cammina quasi a livello del mare, attorno ai 350 metri. Da ottobre ad aprile le giornate restano tra i 18 e i 28 gradi. L’idratazione è il fattore che più di ogni altro decide come vi sentirete: da tre a quattro litri al giorno come minimo, di più nei mesi caldi.
I mesi migliori per camminare
Il campo è aperto da settembre a giugno e resta chiuso a luglio e ad agosto.
- Da ottobre a novembre: giornate calde, sere gradevoli, tempo stabile, pioggia rarissima. Ottimo.
- Da dicembre a febbraio: il periodo preferito dalla maggior parte degli ospiti. A dicembre e a gennaio si cammina tra i 18 e i 24 gradi, con notti tra i 2 e gli 8.
- Marzo e aprile: molto buoni, a volte ventosi, è la stagione del chergui.
- Settembre, maggio e giugno: si cammina partendo prima al mattino e allungando la sosta di mezzogiorno.
La pagina quando venire nel Sahara entra nel dettaglio mese per mese.
Attrezzatura: che cosa portare
Indispensabile:
- scarpe da trail running o scarpe da trekking leggere, non scarponi pesanti, ve ne pentireste
- ghette, per tenere la sabbia fuori dalle scarpe
- calze traspiranti, la lana merino è l’ideale
- maglia a maniche lunghe da sole
- pantaloni lunghi, leggeri e traspiranti
- cappello a tesa larga oppure chèche, che forniamo su richiesta
- occhiali da sole polarizzati e avvolgenti
- protezione solare alta, almeno SPF 50
- burrocacao con filtro solare
- sacca d’idratazione o borraccia termica, almeno tre litri
- kit personale di primo soccorso e i vostri farmaci
- uno strato caldo per la sera, pile in autunno, piumino in inverno
- lampada frontale con luce rossa
Quello che mettiamo noi:
- i cammelli per il trasporto dei bagagli, voi camminate leggeri, con il solo zaino di giornata
- tende da bivacco con materassi e biancheria
- tutti i pasti, l’acqua, tè e caffè
- una guida berbera che conosce la regione a fondo
- il primo soccorso e il collegamento satellitare della squadra per le emergenze
- un piano di evacuazione
Quello che è meglio lasciare a casa:
- gli scarponi da montagna pesanti
- i primi strati di cotone, il cotone bagnato resta bagnato
- lo zaino grande, porterete solo quello di giornata
- gli oggetti di valore, la sicurezza non è un tema, ma polvere e sabbia rovinano l’elettronica
La lista completa, valida anche per chi non cammina, è nella nostra guida su cosa mettere in valigia per il Sahara.
Come funziona il preventivo
Il trek non ha un listino. La tariffa è unica, riguarda il campo intero e il programma nel suo insieme, e viene definita caso per caso secondo la richiesta, mai per persona. Invece di pubblicare cifre fisse, inviamo una proposta scritta entro 24 ore.
Gli elementi che pesano sul preventivo:
- la durata, tre, cinque o sette giorni
- la formula di supporto, cammelli, 4x4 o entrambi
- la lingua della guida, berbero, francese, inglese o arabo
- le esigenze alimentari, halal, vegetariano, vegano
- le aggiunte: chef privato al bivacco, fotografo, massaggi tra una tappa e l’altra
Ogni trek comprende la guida abilitata, il supporto della carovana, tutti i pasti, il pernottamento in bivacco, il primo soccorso con collegamento satellitare e il rientro a Umnya per l’ultima notte. La formula del campo di lusso come base di partenza è raccontata nella pagina trekking nel deserto.
Prenotare e prepararsi
- Anticipo minimo: tre settimane per un trek standard, sei settimane per i formati più lunghi o più personalizzati
- Preparazione fisica: consigliamo dalle quattro alle sei settimane di cammino regolare, almeno cinque chilometri per uscita, prima della partenza
- Controllo medico preliminare: opportuno oltre i sessant’anni o in caso di problemi cardiovascolari
- Assicurazione di viaggio: vivamente consigliata, deve coprire il trekking in zone remote
La conferma avviene con un acconto del 20 per cento. Se avete già le date, potete scriverci dalla pagina prenota e vi rispondiamo per iscritto entro 24 ore.