Il Drâa in breve
La valle del Drâa è il palmeto più lungo del Marocco: circa 200 chilometri di palme da dattero continue lungo un letto di fiume asciutto, tra Agdz e M’Hamid El Ghizlane. Chiunque raggiunga Umnya Desert Camp da Marrakech la attraversa. La maggior parte dei viaggiatori se ne accorge appena.
È un peccato, perché il Drâa è uno dei grandi paesaggi del Marocco. Duecento chilometri di palme da dattero lungo un letto di fiume asciutto, il palmeto più lungo del paese e uno dei più estesi del Nordafrica, tra kasbah di terra rossa e villaggi berberi più antichi del periodo coloniale francese di vari secoli.
Se venite a Umnya, la attraverserete. Questo articolo è la guida che vorremmo che ogni ospite avesse letto prima del viaggio.
Dove nasce il Drâa e dove finisce
Il fiume Drâa nasce nell’Alto Atlante sopra Ouarzazate, alimentato dallo scioglimento delle nevi in inverno e dalle piogge di primavera. Scende verso sud in una valle profonda, viene alimentato per un tratto e poi, circa 200 chilometri a valle, il fiume scompare sottoterra. Da Zagora verso sud il Drâa è un letto di fiume asciutto in superficie ma una falda sotterranea più in basso. È per questo che le palme continuano così a lungo: le radici scendono a 20-30 metri fino alla falda.
Il termine teorico del fiume è l’Oceano Atlantico, presso Tan-Tan sulla costa meridionale, ma il Drâa raggiunge il mare solo negli anni di piena eccezionale. Il più delle volte l’acqua si inabissa nel Sahara e diventa la falda che alimenta il palmeto.
Dalla sorgente alla foce il Drâa è lungo 1.100 chilometri, uno dei fiumi più lunghi del Nordafrica. Il tratto di palmeto che interessa chi va nel Sahara è il Medio Drâa, da Agdz a nord fino a M’Hamid El Ghizlane a sud.
Le quattro sezioni dell’oasi del Drâa
Di solito si attraversa il Drâa in un’unica direzione, da nord a sud, seguendo la strada da Ouarzazate a M’Hamid. Il palmeto non è uniforme. Passa attraverso quattro sezioni distinte, ognuna con un proprio carattere.
Sezione 1: da Agdz a Tamnougalt (l’ingresso alla valle)
Qui la valle del Drâa si apre. La strada esce dal paesaggio roccioso a sud di Ouarzazate e all’improvviso vedete sotto di voi un nastro verde: le prime palme, spesso con i picchi rossi dell’Atlante ancora visibili alle spalle.
Tappe principali:
- Agdz: piccolo centro di mercato, ottimo per una sosta caffè
- Tamnougalt: la prima delle grandi kasbah, in parte restaurata, merita 45 minuti
Sezione 2: da Tinzouline a Zagora
Il palmeto è più fitto, i villaggi più numerosi e compaiono i primi siti culturali importanti.
Tappe principali:
- Tinzouline: famosa cooperativa di tessitrici; tessuti tradizionali hanbel e kilim
- Tamegroute (tecnicamente appena a sud di Zagora): la ceramica e la zawiya che meritano una gita a parte. Leggete la nostra guida alla ceramica di Tamegroute
- Zagora: la capitale amministrativa; mercato del sabato; il celebre cartello «Timbuctù, 52 giorni»
Sezione 3: da Zagora a M’Hamid El Ghizlane
L’ultimo tratto continuo di palmeto. Le palme si infittiscono e poi cominciano a diradarsi. Il paesaggio passa lentamente dall’oasi al deserto.
Tappe principali:
- Tansikht: piccolo villaggio, mercato dei datteri in autunno
- Oulad Driss: ksar tradizionale, molto fotogenico
- M’Hamid El Ghizlane: l’ultima città oasi prima del Sahara profondo. Ne parla la nostra guida di viaggio a M’Hamid El Ghizlane
Sezione 4: da M’Hamid a Umnya (fuoripista)
A sud di M’Hamid le palme finiscono. Si lascia l’asfalto e si attraversano 60 chilometri di hamada aperta e di campi di dune per raggiungere Umnya Desert Camp. Il letto del Drâa è ancora sotterraneo, ma la superficie è ormai Sahara puro.
Quest’ultimo tratto non è più palmeto, è il deserto vero e proprio. Ma il Drâa continua sottoterra e alimenta la falda di tutta la valle.
Il raccolto dei datteri (da ottobre a novembre)
La valle del Drâa produce alcuni dei datteri migliori del Marocco. Dominano tre varietà:
- Mejhoul (si pronuncia «medjool»): il re dei datteri, morbido, enorme, con un sapore di caramello. Qualità da esportazione
- Boufeggous: più piccolo, più secco, con una conservazione eccezionale. È il dattero berbero di ogni giorno
- Bouskri: di media grandezza, color ambra, leggermente fibroso; varietà locale diffusa
Il raccolto si svolge in ottobre e novembre. Se visitate il Drâa in quei mesi vedrete uomini sulle scale, in alto tra le palme, che legano i grappoli ai paranchi e li calano in sacchi fino a terra, dove donne e bambini selezionano e imballano. I villaggi sono in piena attività.
Se venite in ottobre o novembre, chiedeteci di inserire una visita al raccolto nel vostro itinerario. Viene richiesta di rado e offerta di rado. Ma per un viaggiatore curioso di cultura, una mattina con una famiglia che raccoglie è un incontro culturale di vera profondità.
Le kasbah del Drâa
Per vari secoli la valle del Drâa è stata una delle grandi vie commerciali transahariane. Schiavi, sale, oro, spezie e libri salivano verso nord da Timbuctù e dal Sahel attraverso il Drâa, diretti a Fes e al Mediterraneo. Le kasbah (villaggi fortificati) della valle sono l’eredità fisica di quel commercio.
Molte sono in rovina o semidiroccate. Alcune sono restaurate e visitabili:
- Tamnougalt: in parte restaurata, di proprietà di una famiglia, visitabile con una guida
- Timiderte: in gran parte abbandonata, ma piena di atmosfera
- Tinzouline: ancora abitata; si percorrono i vicoli con rispetto
- Ksar Caid Ali: ksar ben conservato vicino a M’Hamid, a volte trascurato
L’architettura delle kasbah colpisce: costruzione in terra (terra battuta, o pisé) con caratteristici motivi geometrici agli angoli e sopra le porte. Le pareti sono spesso alte 4-6 metri e spesse 60 cm, e mantengono gli interni freschi d’estate e caldi d’inverno.
La biodiversità dell’oasi
Il palmeto del Drâa non è soltanto agricoltura, è un ecosistema a tre strati:
- Chioma: palme da dattero, alte 10-20 m
- Strato intermedio: alberi da frutto (melograni, albicocchi, fichi), ulivi, mandorli, agrumi
- Livello del suolo: ortaggi, grano, orzo, erba medica, erbe aromatiche (menta, basilico)
Questo sistema agroforestale tradizionale, chiamato agdal, produce rese straordinarie per metro quadrato ed è praticato da mille anni. Sostiene un ricco ecosistema di uccelli, insetti, anfibi e piccoli mammiferi.
Uccelli che si vedono con facilità nel palmeto:
- Bulbul comune (tutto l’anno)
- Tortora delle palme (comune)
- Tortora selvatica (da primavera ad autunno)
- Varie specie di silvidi (migratori)
- Canapino pallido (visitatore migratore comune)
- Rondine rossiccia
- Civetta (notturna)
Per il quadro completo della fauna dell’Erg Chegaga leggete la guida alla fauna.
Come vivere il Drâa
In auto (il viaggio su strada)
Visto dalla strada, il Drâa è un percorso panoramico da Ouarzazate a M’Hamid, circa 5 ore da porta a porta con le soste. Consigliamo di fermarsi ogni ora a un belvedere o in un villaggio, per qualche foto e per sgranchirsi le gambe.
Come gita in giornata da Umnya
Per chi è già a Umnya e vuole esplorare davvero il Drâa, una gita di un giorno verso nord può comprendere:
- Mattina: viaggio fino a Tamegroute, visita alla biblioteca della zawiya e alla cooperativa dei ceramisti
- Pranzo: pasto in una casa berbera nel palmeto
- Pomeriggio: visita a una delle kasbah (Timiderte, Tinzouline o Caid Ali)
- Facoltativo: partecipazione al raccolto dei datteri in ottobre e novembre
- Tardo pomeriggio: rientro al campo per il tramonto
A piedi (per i più ambiziosi)
Un trekking di più giorni nel palmeto è una delle gemme nascoste del viaggio in Marocco. Possiamo organizzare itinerari a piedi di 3-5 giorni, con famiglie berbere che ospitano ogni notte. È un’immersione culturale, non un trekking selvaggio: si cammina di villaggio in villaggio, si dorme nelle case delle famiglie e si mangia quello che mangia la famiglia. Per i percorsi nel deserto leggete il trekking di lusso nel deserto.
Che cosa comprare nel Drâa
- Datteri (meglio il mejhoul; si comprano a Zagora o nei mercati dei villaggi, non dai venditori sul bordo della strada)
- Tappeti hanbel (tessitrici di Tinzouline)
- Ceramica di Tamegroute (vedete la guida dedicata)
- Petali di rosa essiccati (una specialità sorprendente di Kelaat M’Gouna, un po’ più a nord; uso culinario e cosmetico tradizionale)
- Gioielli berberi d’argento (soprattutto a Zagora; controllate i punzoni di autenticità)
Una nota sulla fotografia
Il Drâa è uno dei paesaggi più fotogenici del Marocco. Per la luce migliore:
- Ora d’oro (un’ora prima del tramonto): dune e kasbah si accendono di rosso e arancione
- Ora blu (30 minuti dopo il tramonto): le sagome delle palme contro un cielo di un blu profondo
- Primo mattino (dalle 6 alle 8): a volte la nebbia sale dal palmeto
Il rispetto per le persone: chiedete sempre prima di fotografare i volti. «Mumkin sura?» (posso fare una foto?) è la frase universale. Per i ritratti in posa è consuetudine una piccola mancia.
Per i viaggiatori che esplorano il Drâa: